martedì 16 novembre 2010

Differenza fra chirurgia estetica e chirurgia plastica

2 commenti:

  1. Bisognerebbe rivolgersi al chirurgo estetico con un'idea chiara su ciò che si vuole ottenere o viceversa aspettare che sia il chirurgo ad indicare l'intervento o gli interventi che egli ritenga necessari?

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  2. Qualche anno fa Roberta Piazza, giornalista di 'Starbene', scelse dalla pubblicità dei giornali 10 chirurghi estetici ed andò a trovarli accompagnata da Milena, una bellissima modella 23enne, di aspetto molto armonico, ma per nulla appariscente. Durante i consulti, Milena restava volutamente nel vago, affermando di non piacersi. I chirurghi, dal canto loro, trovarono in lei mille difetti, che, a loro dire, necessitavano di correzione chirurgica: ritocchi al viso, al seno, alle cosce, all'addome; persino un lifting. Interventi, ovviamente, del tutto inutili che, per contro, avrebbero potuto danneggiare quella ragazza.
    Aldilà dello scalpore, questa inchiesta giornalistica dovrebbe, a mio parere, indurre a riflettere seriamente sul rapporto tra chirurgo estetico e paziente.
    La chirurgia estetica - non bisogna mai dimenticarlo - è una branca della medicina.
    Pertanto essa ha lo scopo di aiutare i pazienti che lo richiedono a riconquistare il proprio equilibrio psico-fisico, condizione necessaria per il raggiungimento del benessere.
    Affinchè ciò possa avvenire, è necessario anzitutto che ciascun paziente esponga al chirurgo il proprio stato di sofferenza ed indichi qual'è, secondo lui (o lei), la causa di tale sofferenza. Se tale causa risiede nella propria percezione di un difetto fisico, il paziente deve indicare al chirurgo, con la massima chiarezza possibile, il dismorfismo che induce il disagio in atto.
    A questo punto - e solo a questo punto! - il sanitario dovrebbe iniziare a prestare la propria opera, valutando obiettivamente la natura e l'entità del dismorfismo indicato dal paziente.
    Quindi, nel caso in cui tale dismorfismo sia effettivamente presente e tecnicamente correggibile, il chirurgo dovrebbe spiegare al paziente in che modo intende correggerlo, quali sono esattamente gli scopi ed i limiti della procedura da lui proposta e quali sono i vantaggi e gli svantaggi ad essa correlati.
    Questo, a mio avviso, è il solo modello di rapporto professionale onesto tra chirurgo e paziente.
    Viceversa, i pazienti dovrebbero sempre diffidare di tutti quei chirurghi che durante i consulti cercano di 'vendere' le proprie prestazioni, anche in relazione a distretti corporei per i quali esse non vengano esplicitamente richieste.
    Difatti, non ritengo eticamente accettabile che la chirurgia estetica, come qualsiasi altra branca della medicina, si riduca ad un'attività commerciale, basata sulla promozione pubblicitaria.

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